lunedì 11 novembre 2013

RACCONTI SU INCIPIT DI ROMANZI



Sono a Vicenza, in una camera d’ albergo, una sera d’ ottobre.
di Sofia
     Sono a Vicenza, in una camera d’ albergo, una sera d’ ottobre. Ho acceso la televisione e sono entrata in doccia, ad un certo punto ho sentito uno strano rumore…. Sono uscita dalla doccia tutta bagnata e vidi il vaso dell’ albergo per terra. Mi insospettii: chi era stato? E perché?
Ho preso la scopa e incominciai a pulire il disastro commesso da non so chi, poi chiamai la reception; una signora molto scortese mi ha risposto:
<<Cosa posso fare per lei?>>
<<Salve>> dissi io <<c’ è qualcuno in camera mia che mi da fastidio>>
<<Ok, le mando subito il facchino>>.
<<Sì, ma si muova>>.
     Lei ha attaccato e io in preda al panico mi sono sdraiata sul letto
dell’ albergo.    
     Dopo qualche istante sentii un rumore: sembrano dei passi, ma non passi qualunque, sono sicuramente passi da donna perché è come se un tacco di una scarpa battesse sul pavimento di legno massiccio.
     Dopo circa mezz’ ora ho sentito bussare alla porta: è il facchino che finalmente è arrivato, gli raccontai tutto quello che avevo sentito, lui ha perlustrato la camera e mi ha detto che non mi devo preoccupare. Io mi sono messa a letto e ad un certo punto ho risentito quel rumore in bagno, ho chiuso la porta così da “intrappolare” la donna misteriosa. Dopo alcuni istanti, con le mani che mi tremavano, ho aperto la porta del bagno, in quel momento non trovai niente, solo dopo mi accorsi di un batuffolo di pelo: lo toccai e lui improvvisamente si è mosso. Da un batuffolo di pelo mi ritrovai di fronte un piccolo e tenero gattino bianco e nero con dei bei occhi verdi. Ho chiuso la porta del bagno e sono andata in cucina a prendergli del latte, glielo posi davanti e lui tutto in un sorso lo bevve.
     Da quel piccolo gesto diventammo amici inseparabili!!!!   

      
Appena scesa dal bus affollato, Anneve Summers passò da una mano all'altra la sua pesante vali­gia e s'incamminò per il viale ombroso (Autore ignoto).
 di Fabrizio

Appena dal bus affollato, Charlotte Plenx passò da una mano all’ altra la sua pesante valigia e s’incamminò nel viale ombroso. A un certo punto vide una luce e una scritta: “ La discuteca de Espagna” e decise di entrare. Dentro vide tante persone che ballavano, molte più che ballare saltavano per l'ubriachezza. Un tizio le chiese se voleva ballare e lei accettò.

Dopo si presentarono: Charlotte Plenx e Gustavo Gorundo. Il ragazzo le offrì da bere e senza accorgersene, lui, le mise nel bicchiere una pastiglia.

La invitò a casa a dormire insieme. Durante la notte Charlotte  si alzò perché non stava bene, cadde e picchiò la testa contro lo spigolo del comodino.
Si dimenò per poco e poi morì! La droga aveva fatto effetto!
 


 Il treno sarebbe arrivato tra poco e il capostazione, che s'era quasi appisolato sul libro dei conti, si alzò per cambiarsi la giacca (Bang, Sulla strada ferrata, 1886).
 di Ippolito


 
   Il treno sarebbe arrivato dopo poco  e il capostazione, che si era quasi appollaiato sul libro dei conti, si alzo per cambiarsi la giacca. Era una giornata torrida a Sidney e il treno di lì sarebbe andato a Darwin City,  quindi la nuova ferrovia avrebbe tagliato in due l’ Australia. Arrivato il treno, Mr. Arnold, un uomo grasso ma alto con i baffi neri, salì sul vagone panoramico, un luogo di osservazione del paesaggio australiano con all’ interno un piccolo museo su l’Australia e “l’ Australian-Express “.

    Circa dopo sei ore Mr. Arnold  nota una piccola macchia in fondo al deserto: erano indigeni aborigeni che si avvicinarono sempre di più ed a un tratto: BOOM!, si sentì uno scossone, erano aborigeni che cavalcavano Mustag, avevano la pelle dipinta con segni e possedevano lance rudimentali. Per fortuna il rostro scaccia-mandrie sulla punta della  locomotiva mandò via gli indigeni.

  Il giorno seguente il treno si fermò per un’ escursione nel deserto, Mr. Arnold notò canguri ad altri animali, ma venne incuriosito dagli emù, uccelli simili a struzzi ma più piccoli.

    Il penultimo giorno il treno entro nella foresta, anche lì si fecero escursioni. La foresta ululava di uccelli tropicali e mammiferi marsupiali. Vicino a Darwin City il treno deragliò, ma Mr. Arnold riuscì ad arrivare.

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