sabato 14 settembre 2013

ATTUALITA': SIRIA, OBAMA E LA GUERRA

Corriere della sera - 7 settembre 2013

Siria, Obama : «Non sarà un altro Iraq»
E Kerry: «Già 10 i Paesi pronti ad attaccare»

Quello di Assad «è stato il peggior attacco con armi chimiche del XXI secolo». E Kerry: «10 Paesi pronti ad attaccare»

Obama torna a Washington dopo il G20 a San Pietroburgo (Ap/Evan Vucci) Obama torna a Washington dopo il G20 a San Pietroburgo (Ap/Evan Vucci) 
 
Il regime di Assad è «responsabile» del peggior attacco con armi chimiche del 21esimo secolo. «Noi siamo gli Stati Uniti e non possiamo chiudere gli occhi davanti alle immagini che abbiamo visto», anche se è accaduto «dall'altra parte del mondo». Lo ha detto il presidente americano,Barack Obama, nel discorso del sabato. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto che l'operazione avrà un'azione limitata, senza truppe di terra: «Non sarà un altro Iraq o un altro Afghanistan». Obama ha sottolineato che «qualsiasi azione» contro il regime siriano sarà limitata, in termini di portata e di tempo». Il segretario di Stato americano, John Kerry, intervenendo in una conferenza stampa a Parigi, ha poi spiegato che «c'è un numero di paesi, a due cifre («double digit», almeno dieci, in inglese) che sono pronti ad effettuare un azione militare» contro Damasco. «Abbiamo più Paesi pronti ad un intervento militari di quanti in realtà avremmo bisogno nel genere di azione che abbiamo in mente» ha precisato il numero uno della diplomazia Usa, senza però fornire nomi. Ufficialmente solo Usa e Francia, ed in seconda battuta Turchia, Arabia Saudita e Qatar sono ufficialmente pronti a partecipare alle operazioni.

ARMI CHIMICHE - Nel suo discorso Obama era tornato a fare leva sull'utilizzo delle armi chimiche. «Non solo un attacco alla dignità umana» ma anche una «seria minaccia alla nostra sicurezza nazionale. C'è un motivo perché i governi che rappresentano il 90% della popolazione mondiale» si sono accordati sul divieto di uso di armi chimiche, sottolineando che le armi chimiche non causano solo morte e distruzione ma possono cadere nelle mani di terroristi che vogliono «farci male».
Siria: Obama agli americani «Non sarà un nuovo Iraq»
Rcd

AL CONGRESSO - Una decisione «solenne» non presa alla leggera. Obama spiega la sua decisione di agire militarmente contro il regime siriano. «Come leader della più antica democrazia costituzionale al mondo, so che il nostro Paese è più forte e le nostre azioni più efficaci se agiamo insieme. È per questo che ho chiesto al Congresso» di votare. La risoluzione sul raid in Siria, limitato nel tempo e circoscritto, sarà messa ai voti del Senato Usa a partire da mercoledì 11, mentre il giorno prima Obama si rivolgerà nuovamente alla nazione dalla Casa Bianca per spiegare le ragioni dell'intervento militare a rassicurare i tantissimi americani (secondo recenti sondaggi, più del 50%) che tuttora non lo approvano.

GERMANIA FIRMA DOCUMENTO CONTRO ASSAD - In Europa intanto la Germania ha deciso di unirsi all'appello contenuto in un documento firmato ieri a margine del G20 da 11 Paesi - tra cui l'Italia - per una reazione internazionale «forte» dopo l'attacco con armi chimiche del regime di Assad. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Guido Westerwelle. Berlino non aveva firmato il documento. Una mossa che non lascia indifferente la Casa Bianca: il segretario di Stato Usa John Kerry plaude all'Europa dicendosi «molto grato per la forte dichiarazione» dei Paesi Ue sulla Siria e sottolineando che il testo chiede che i responsabili dell'attacco chimico rendano conto delle loro azioni. Kerry ha parlato da Vilnius dove ha preso parte alla riunione dei ministri degli Esteri dei 28.

BONINO - Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, da Vilnius ha definito «impensabile» un'azione militare contro la Siria senza l'Onu. L'Italia ha «un'alleanza strategica con gli Usa» ma mantiene «una differenza sul metodo di reazione». «Se poi mi vogliono far passare per anti-americana, a me poverina...», ha chiosato la titolare della Farnesina allargando le braccia.


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