mercoledì 14 maggio 2014

INCONTRO CON PAP KHOUMA

I racconti di un senegalese in Italia
autore di
Pap Khouma è arrivato in Italia nel 1984. Prima viveva a Dakar, una città sul mare con tanto traffico
Sapeva l'italiano? No, ha studiato un libro: 90 lezioni per 90 giorni. Ero un secchione!

Che cosa lo ha colpito di Milano? La frenesia e la velocità della vita
Ha subito forme di razzismo? Sì, Mi chievano il biglietto senza essere sul tram. Mi davano del tu.
Tante domande
Ha moglie e figli?
Sì, una compagna italiana e un figlio di 17 anni
Ora che fa? Il libraio, sono giornalista e scrivo. Il mio ultimo libro: Noi neri italiani
Ho fatto il vu cumprà. Ho dormito anche sui treni
Quante lingue conosce? Cinque: arabo, italiano, inglese, francese e wolof. Ho studiato in francese
Qualche consiglio per noi? Sì, studiate tanto e imparate le lingue straniere.
Siamo tutti molto attenti. Poi appaudiamo con calore

INCONTRO CON PIETRO KUCIUKIAN


Yerevan è la capitale dell'Armenia

Il genocidio degli armeni
Il Genocidio degli Armeni. Nella vicenda tragica del genocidio armeno ciò che colpisce non è solo l’entità dei morti che comunque sono stati , ricordiamolo, due milioni, ma l’ostinazione con la quale la Turchia ancora oggi, non vuole sentirne parlare, non vuole riconoscerlo.

Ancora oggi in Turchia parlare del genocidio degli Armeni è considerato un reato un attentato all’unità nazionale. Molti intellettuali, e letterati per averlo fatto hanno dovuto subire processi, sono stati condannati, alcuni sono stati costretti l’esilio. Lo stesso Pahmuk, premio Nobel per la letteratura, ha avuto problemi per questo motivo. Sarà molto importante su questo tema l’atteggiamento che terrà la comunità internazionale. In Francia, già oggi, negare il genocidio degli Armeni è considerato un reato. Qualche settimana fa il presidente degli stati uniti Obama ha parlato esplicitamente di questa vicenda incorrendo nell’ira della diplomazia turca, ma è un atteggiamento sul quale insistere. Anche perché c’è in ballo una partita politica molto importante l’ingresso della Turchia nella comunità europea. Ricordiamo che l’Unione europea, la Comunità europea, si è fatta anche elaborando i totalitarismi del passato. Ogni paese europeo, a partire dalla Germania si è assunto le responsabilità che aveva avuto in vicende tragiche come lo sterminio degli ebrei. I paesi ex comunisti che sono entrati in Europa a loro volta hanno dovuto fare i conti con le vicende del totalitarismo sovietico, assumendosi ognuno la propria responsabilità. Se l’Europa intende accettare la Turchia deve costringere quest’ultima a farsi un esame di coscienza e ad assumersi di fronte alla comunità internazionale, le sue responsabilità.


NAPOLEONE

lunedì 12 maggio 2014

BRING BACK OUR GIRLS


Sabato 10 maggio Michelle Obama, la first lady statunitense, ha diffuso un messaggio video in cui ha detto di essere “indignata” e “affranta” per il rapimento avvenuto lo scorso 14 aprile in un dormitorio della scuola di Chibok, nel nord-est dello stato nigeriano di Borno, di oltre 200 ragazze nigeriane. Michelle Obama – che ha parlato nel discorso settimanale della Casa Bianca da sola, per la prima volta (finora era sempre stata affiancata dal marito) – ha detto che «in queste ragazze Barack e io vediamo le nostre figlie. Vediamo le loro speranze, i loro sogni e possiamo solo immaginare la pena che i loro parenti stanno vivendo in questo momento». Il gruppo islamista e terrorista Boko Haram ha rivendicato il rapimento delle ragazze: dallo scorso 14 aprile, tuttavia, di loro non si è saputo più nulla di certo.
Michelle Obama ha detto: «Quello che è successo in Nigeria non è stato un incidente. È una storia che vediamo tutti i giorni quando delle ragazze in giro per il mondo rischiano la vita per seguire le loro ambizioni». Obama ha anche citato Malala Yousafzai, la ragazza pakistana ferita alla testa con un colpo di arma da fuoco dai talebani, dopo che aveva parlato dell’importanza dell’educazione nel suo paese (la stessa Malala si è fatta fotografare per chiedere la liberazione delle ragazze). Già nei giorni scorsi Michelle Obama aveva sostenuto pubblicamente la causa delle ragazze nigeriane, facendosi fotografare con un foglio con scritto l’hashtag usato da mezzo mondo per chiederne la liberazione: #BringBackOurGirls. 
Abuja  è la capitale della Nigeria
STATI E CAPITALI DELL'AFRICA


domenica 11 maggio 2014

INTERVISTE A FABIO BONELLI

di Jacopo



Qual è il tuo strumento preferito?
I miei strumenti preferiti sono il clarinetto e la chitarra. Ho iniziato a suonarli a 13 anni.

Perché hai pensato di aggiungere la voce e gli oggetti da cucina ai tuoi strumenti preferiti?
A quell’epoca avevo 18 anni, ho voluto provare  per divertirmi e trovare nuove sensazioni musicali, e ne è uscito il mio lavoro che io amo.

Come l’hanno presa i tuoi genitori?
I miei genitori l’hanno presa bene, dicevano che era una bella idea e che potevo farci qualcosa.

Che cosa hai in programma nei prossimi mesi?
 Farò un tour in Europa nei teatri e nelle case, mia moglie verrà con me e ci divertiremo.

Come fai a farti conoscere e a suonare a casa della gente?
Nel mio lavoro è tutto un passa parola, qualche volta suono in casa in cambio di una cena e di un letto per la notte. E’ molto divertente, perché conosci molte persone.