giovedì 29 gennaio 2015

SIAMO SALITI SU UNA COMETA

Lo straordinario racconto di uno scienziato

per far arrivare  una sonda piena di strumenti su una cometa
e cercare di scoprire  se le comete hanno portato
la vita nel sistema solare
La sonda Rosetta era grande 3  X 2 X 2  metri
Prendiamo appunti
Ha avuto successo l'impresa? Sì, ma si sapranno tante informazioni tra un po' di tempo
Scopriama che la mini-sonda Philae ha rimbalzato due volte sulla cometa. Che ansia per gli scienziati!
La media di San Gregorio  è venuta a sentire con noi
Il trapano di Philae era stato provato in cima all'Etna
L'dea di andare su una cometa è degli anni 1970
Queste sono le foto della cometa fatte dalla sonda Rosetta che è rimasta in orbita
Le nostre domande - Quanto è costata l'impresa? 1 miliardo e 300 milioni: 4 euro per ogni abitante europeo; qualche caffè!
Rosetta e Philae torneranno indietro? No, costerebbe troppo. Manderanno però preziosissini dati.
Una mattina davvero speciale

martedì 27 gennaio 2015

ONU

ONU
L'Organizzazione delle Nazioni Unite (in inglese United Nations) spesso abbreviata in Nazioni Unite, nata il 24 ottobre 1945 a San Francisco, è la più importante ed estesa organizzazione intergovernativa: vi aderiscono infatti 193 stati su un totale di 204.

Oggi ne fanno parte 193 paesi ovvero tutti gli Stati indipendenti del nostro pianeta tranne il Vaticano.




Stemma dell'ONU.

Scopi e principi

L'articolo 1 e 2 dello Statuto delle Nazioni Unite riassumono gli scopi e i principi che l'organizzazione internazionale si è prefissata:

  1. mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
  2. promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;
  3. sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l'autodeterminazione dei popoli;
  4. promuovere la cooperazione economica e sociale;
  5. promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;
  6. promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
  7. promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.

Organi principali

L'articolo 7 (capitolo III) dello Statuto delle Nazioni Unite istituisce sei organi principali indispensabili per il funzionamento e il governo dell'organizzazione; accanto a questi esistono una serie di agenzie, fondi, commissioni e programmi che fanno parte del "sistema dei caschi blu".

I caschi blu
 
Denominazione (dal colore dell'elmetto) con cui vengono comunemente designate le forze armate dell'ONU. Tali forze, composte da militari messi a disposizione dai paesi membri, ma operanti sotto le insegne dell'ONU, sono costituite per ogni singolo intervento per decisione del Consiglio di Sicurezza e poste sotto la guida del segretario generale. I caschi blu possono avere compiti di semplice osservazione e controllo, oppure essere incaricati di attuare "ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale" (art. 42 della Carta dell'ONU). 

Cosa fanno i caschi blu?

Sono come i poliziotti inglesi di una volta, che erano armati solo di un manganello e di un fischietto. I Caschi blu, che agiscono nel quadro di operazioni di peacekeeping, hanno un ruolo radicalmente diverso da quello di un esercito vero e proprio. Operano solo con il consenso dello Stato sul cui territorio sono dislocate. Sono armati solo di armi leggere e possono usare la forza non per imporre coercitivamente la volontà dell'Onu ad un governo recalcitrante, ma solo per legittima difesa: se attaccati possono rispondere al fuoco, sia pure in modo circoscritto.

  
                                                       video 
               tutti obbediscono all'ONU? 

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                                                           CRITICHE ALL'OPERATO DELL'ONU



domenica 25 gennaio 2015

CESARE BECCARIA

Milano, 1738 -  1794
Vita di Cesare Beccaria
Cesare Beccaria nacque a Milano nel 1738. Studiò a Parma, poi a Pavia dove si laureò nel 1758.
Nel 1760, contro la volontà del padre, rinunciando ai suoi diritti di primogenitura, sposò la sedicenne Teresa Blasco, dalla quale ebbe quattro figli: Giulia Beccaria (1762-1841) - madre di Alessandro Manzoni- , Maria Beccaria, nata con gravi problemi neurologici e morta giovane, Giovanni Annibale e  Margherita, morti entrambi appena nati.
Il padre lo cacciò di casa dopo il matrimonio, e dovette essere ospitato da Pietro Verri, che lo mantenne anche economicamente per un periodo. Teresa morì il 14 marzo 1774, a causa della sifilide o della tubercolosi. Beccaria,  sposò poi in seconde nozze  Anna Barbò con la quale ebbe un altro figlio, Giulio Beccaria.


Dei delitti e delle pene (1764)
Dei delitti e delle pene è un breve saggio scritto dall'illuminista italiano Cesare Beccaria pubblicato nel 1764.
È senz'altro il testo più noto dell'Illuminismo italiano se si considera la sua fortuna in Italia e in Europa e la sua influenza sui pensatori cronologicamente successivi.
In questo breve trattato Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa le modalità di accertamento dei delitti e circa le pene allora in uso.


L'opera, stampata per la prima volta a Livorno, incontrò un notevole successo ed ebbe vasta eco in tutta Europa. Fu apprezzata nella Milano illuminista, fu vista come il prodotto dell'attività innovatrice in Francia (dove incontrò l'apprezzamento entusiastico dei filosofi dell'Encyclopédie, di Voltaire e dei philosophes più prestigiosi che lo tradussero con le note di Denis Diderot e lo considerarono come un vero e proprio capolavoro), e messa subito in pratica dalla zarina Caterina II di Russia. L'opera fu scritta in francese, poiché in questo periodo era forte l'egemonia della Francia e le persone di cultura parlavano e scrivevano in francese con naturalezza, anche se di diversa nazionalità.
Thomas Jefferson e i padri fondatori degli Stati Uniti d'America, che la lessero direttamente in italiano.
Sull'onda del successo di questa proposta di riforma giudiziaria, la pena di morte fu abolita per la prima volta nel Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786.
Nel 1766 il libro viene incluso nell'indice dei libri proibiti a causa della sua distinzione tra reato e peccato:  Beccaria affermava che il reato è un danno alla società e quindi all’utilità comune che si esprime come idea nata dal rapporto fra uomini, dall'urto delle opposizioni delle passioni e degli interessi; il peccato invece, si costituisce come un reato che l'uomo compie nei confronti di Dio, che quindi può essere giudicabile e condannabile solo dallo stesso.

Problemi affrontati
1) la proporzione della pena. Ogni pena deve essere rapportata al delitto; non si possono punire l'omicidio e un reato minore con la stessa pena: se ne dedurrebbe una perdita di coscienza di quale fra i due reati sia il peggiore, e si esorterebbe il reo a macchiarsi del più grave dei due, specie a parità di castigo.

2) la certezza e la velocità della pena, più che la gravità della punizione,  esercitano un ruolo preventivo dei reati.
 
3) Si pone poi il problema della prescrizione dei reati e della brevità dei processi.

4) Gli elementi più importanti dell'opera sono la critica alla pena di morte e alla tortura.
Tra le tesi che egli avanza contro la pena capitale vi è il fatto che lo Stato, per punire un delitto, ne compierebbe uno a sua volta.

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PENA DI MORTE E TORTURA NEL MONDO


Negli ultimi decenni molti Stati l'hanno abolita. Amnesty International distingue quattro categorie di Stati:

  • in 40 Stati al mondo la pena di morte è ancora prevista dal codice penale ed utilizzata (colore rosso);
  • 48 Stati mantengono la pena di morte anche per reati comuni ma di fatto non ne hanno fatto uso per almeno 10 anni (colore arancione);
  • in 7 Stati è in vigore ma solo limitatamente a reati commessi in situazioni eccezionali, ad esempio in tempo di guerra (colore giallo);
  • 100 Stati l'hanno abolita completamente (colore blu).
La pena di morte nel mondo:
██ Utilizzata come forma di punizione legale;

██ Non utilizzata ma non abolita;

██ Riservata a circostanze eccezionali (come crimini commessi in tempo di guerra);

██ Abolita per tutti i crimini.


Metodi di tortura nel mondo

A partire dal 2013, secondo le ricerche di Amnesty International sono stati utilizzati almeno 27 metodi di tortura, in alcuni casi in singole circostanze, in altri sistematicamente.
1. Pestaggi (calci, pugni e percosse con manganelli, calci dei fucili, tubi di gomma, mazze da baseball e bastoni stordenti) 
2. Scariche elettriche 
3. Frustate 
4. Finte esecuzioni 
5. Posizionamento di aghi sotto le unghie 
6. Bruciature con sigarette 
7. Ingerimento di acqua sporca, urina o sostanze chimiche 
8. Privazione del sonno 
9. Somministrazione forzata di droghe
10. Obbligo di radersi per i prigionieri di fede musulmana 
11. Getti di acqua gelida o bollente 
12. Fori di trapano sulle articolazioni 
13. Stupro e minaccia di stupro
14. Umiliazioni
15. Minacce di violenza contro il prigioniero o i suoi familiari
16. Privazione di acqua e cibo
17. Sottoposizione a temperature estreme (caldo/freddo) per lunghi periodi di tempo
18. Diniego di cure mediche
19. Applicazione di plastica fusa sulla schiena
20. Obbligo di rimanere in posizioni che provocanodolore
21- Isolamento prolungato
 22 - Soffocamento e semiannegamento ("wateboarding")
23 - Deprivazione sensoriale
24 - Condizioni disumane di detenzione
25 - Feritecon coltelli
26 - Aborto forzato o sterilizzazione forzata


VIDEO

Storia della colonna infame, piazza Vetra ed il patibolo 

La storia della colonna infame una delle pagine più tristi della storia di Milano. Raccontata da Alessandro Manzoni che descriverà l'ingiustizia di una confessione estorta con la tortura. A Milano, in piazza Vetra era collocato il patibolo rimosso solo nel 1814.

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Dichiarazione universale dei diritti umani

La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Documento storico molto importante prodotto dagli Alleati sull'onda dell'indignazione per le atrocità commesse nella Seconda guerra mondiale, la Dichiarazione fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite insieme al suo stesso Statuto del 1945.
Secondo gli Stati membri non democratici dell'ONU,la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è vincolante per gli Stati membri dell'organizzazione. Tuttavia ai diritti ed alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell'ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili.
La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all'essere umano.
La dichiarazione è frutto di una elaborazione umana centenaria, che parte dai primi principi etici classico-europei e arriva fino al Bill of Rights (1689), alla Dichiarazione d'Indipendenza statunitense (4 luglio 1776), ma soprattutto la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione Francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell'individuo) sono confluiti in larga misura in questa carta.

Un ruolo fondamentale per sbloccare quella coscienza etica che è alla base della Dichiarazione,con questa,hanno ricoperto i milioni di morti della Seconda guerra mondiale.

 
Mrs. Eleanor Roosevelt presenta la Dichiarazione (1948) 

martedì 20 gennaio 2015

ISRAELE E PALESTINA - APPUNTI

 a cura di Beatrice
ISRAELE


Confini
Nord: Libano
Nord-est: Siria
Sud: Egitto
Sud-ovest: Striscia di Gaza
Est: Giordania
Ovest: Mar Mediterraneo

Natura
Monti e pianure: a Ovest si estende una vasta pianura ricca d'acqua e verso il centro c'è un territorio di pianure e altopiani che attraversa tutto il paese. Per il resto il territorio è desertico. Il monte più importante è il monte Meron.

Fiumi e laghi: il fiume più importante è il Giordano, che segna in alcuni punti i confini della Giordania e i territori palestinesi. Il lago più importante è il Lagpo Tiberiade.

Coste e mari: Il territorio è bagnato a Ovest dal Mar Mediterraneo e a sud dal Mar Morto.

Attività economiche
Settore primario: tecnica moderna di agricoltura. Cereali, ortaggi, agrumi e ulivi
Settore secondario: industria chimica, meccanica e automobilistica
Settore terziario: trasporti e turismo.

Forma di governo
Repubblica parlamentare

Città
Capitale: Gerusalemme
Altre città: Tel Aviv, Giaffa, Heilat

Altre informazioni
Moneta: Sciclo
Lingua: Ebraico
Popolazione: Prevalentemente ebrei (la maggior parte nati in Israele o Europa) e arabi
Clima: la costa ha un tipico clima mediterraneo, verso l'interno fa più caldo. Sulle alture fa molto freddo e a volte nevica.
HDI: La qualità della vita è alta. La speranza di vita è di 79 anni, il 95% delle persone sa leggere e scrivere e la mortalità infantile è di cinque bambini su mille.

PIL procapite
36.000 $




LA PALESTINA

Confini
Nord: Israele, Libano
Sud: Israele
Est: Giordania Israele e Siria
Ovest: Mar Mediterraneo, Israele.

Forma di governo
Repubblica parlamentare

Città
Capitale: Gerusalemme (non riconosciuta)

Altre informazioni
Lingua: arabo
HDI: la speranza di vita è di 72 anni, l'alfabetizzazione è del 94% e la mortalità infantile è di 26 bambini su mille.

STRISCIA DI GAZA

La striscia di Gaza è una piccola zona lungo la costa del Mediterraneo tra l’Egitto ed Israele, lunga 40km e larga 10km, in cui vivono più di 1,4 milioni di Palestinesi. La striscia di Gaza ha una tra le maggiori percentuali di densità di popolazione al mondo.
I confini furono stabiliti nel 1948 dopo la creazione dello stato d’Israele; da allora fu occupata dall’Egitto fino al 1967 e poi passò sotto il controllo israeliano. Nel 2005 l’esercito israeliano formalmente si ritira dalla Striscia, ma di fatto continua a detenere il controllo dei confini, dello spazio aereo e di mare.

Gaza City è il centro urbano più esteso, con 400 mila abitanti, punto di riferimento commerciale ed amministrativo per tutti i territori occupati, anche se i movimenti tra la Striscia ed il West Bank sono molto limitati. 



lunedì 19 gennaio 2015

UN PROBLEMA ETICO


E' giusto pagare un riscatto 
ad un gruppo terroristico
 per liberare un ostaggio?

ARGOMENTI

                       SI',  PERCHE'                     NO, PERCHE'
                .........................                       .........................
                .........................                       .........................

Raccogliamo insieme due liste di argomenti (=ragionamenti)  a favore del sì e a favore del no. Poi ciascuno di noi scrive un breve testo (80-120 parole) in cui sviluppa la propria tesi (=idea, posizione) sul problema.
Greta e Vanessa, due ragazze italiane rapite in Siria:  forse è stato pagato un riscatto per ottenerne la liberazione.