prof. Franco Bernelli
La prima parte del film si svolge nell'Africa di quattro milioni di anni fa: un gruppo di
ominidi,
guidati da un capo, sopravvive a fatica in un ambiente arido e ostile.
Un giorno davanti alla loro grotta appare misteriosamente un grande
monolito
nero; gli ominidi, venendovi a contatto, imparano a usare strumenti per
cacciare gli animali e a difendere il territorio uccidendo i nemici.
TMA-1
La seconda parte del film si svolge nel 1999 (un anno del lontano
futuro rispetto al 1968 in cui fu prodotto il film): il dottor Heywood
Floyd è chiamato in missione su una
base lunare
dove è stato scoperto un grande monolito nero sotterrato ad arte in
tempi remoti. Floyd viene accompagnato a visitare lo scavo con il
monolito ancora nel buio della notte lunare quindicinale. Mentre gli
astronauti posano davanti all'artefatto per delle fotografie, il primo
raggio di sole dell'alba lunare lo illumina per la prima volta dopo
milioni di anni di oscurità, attivandolo per emettere un forte
segnale radio nel cosmo. Questo tema ricalca maggiormente il
racconto originale di Clarke, con il monolito nero al posto della piramide di cristallo.
Missione Giove (Jupiter Mission)
La terza parte si svolge due anni dopo, nel 2001. Un gruppo di cinque astronauti, di cui tre in stato di
ibernazione, è in volo a bordo dell'astronave
Discovery One diretta verso
Giove, assistito da un
supercomputer,
HAL 9000, dotato di una sofisticata
intelligenza artificiale che lo rende valido interlocutore degli esseri umani a bordo.
Si scoprirà in seguito che a
HAL
è stato chiesto di nascondere il reale obiettivo della missione ai due
astronauti svegli, il comandante David Bowman e il suo vice Frank Poole.
Le conseguenze di quest'ordine, che genera un conflitto interiore nel
calcolatore, programmato per collaborare con gli esseri umani senza
omissioni o alterazioni di dati o informazioni, iniziano a manifestarsi
tragicamente in prossimità dell'arrivo su Giove. Inizialmente HAL
avverte un guasto inesistente a un componente per l'orientamento
dell'antenna radio in collegamento con la Terra, poi, quando ciò inizia a
insospettire gli umani, non trova altra soluzione che tentare di
eliminarli, compresi i tre in stato di ibernazione, cui toglie le
funzioni vitali facendoli morire.
HAL uccide anche Frank durante un'escursione extraveicolare. David
Bowman esce a sua volta per recuperare il corpo del collega, ma gli
viene impedito di rientrare nell'astronave; riesce comunque a passare
attraverso l'ingresso di emergenza, l'unico ad apertura manuale. Dopo la
pericolosissima manovra, riprende il controllo della nave e disabilita
le funzioni superiori del calcolatore. Mentre Bowman opera, la mente di
HAL 9000 sembra regredire allo stadio infantile, riesumando antichi
ricordi e discorsi e cantando la
filastrocca che il suo istruttore gli aveva insegnato, la celeberrima
Giro giro tondo[10].
Poco prima della totale estinzione del supercomputer, si avvia la
riproduzione di un filmato preregistrato nel quale il dottor Floyd
rivela i veri scopi della missione all'equipaggio (oramai composto dal
solo Bowman), informandolo riguardo al monolito trovato sulla Luna
diciotto mesi prima della partenza del
Discovery One, quale prima prova dell'esistenza di un'
intelligenza extraterrestre.
Il segnale radio emesso in direzione di Giove ha spinto a modificare la
missione, da scientifica a quella di indagine di fenomeni
extraterrestri.
Giove e oltre l'infinito (Jupiter and Beyond The Infinite)
Nell'ultima parte Bowman arriva in orbita intorno al pianeta gigante
avvistando un monolito nero, gigantesco, al quale prova ad avvicinarsi
con una capsula. Una panoramica del sistema gioviano con i satelliti
allineati e il monolito pare inghiottire l'esploratore. Una scia
luminosa multicolore cancella lo spazio conosciuto. Bowman e la capsula
sono accelerati a velocità sconosciute. Scorci di stelle, nebulose,
sette
ottaedri
e infine panorami di terre sconosciute, si alternano fino al
materializzarsi della capsula di Bowman in una stanza chiusa, arredata
in
stile Impero.
Sconvolto dall'esperienza, l'uomo esce dalla capsula e mette piede
nella camera (adiacente alla quale vi è una stanza da bagno), dove trova
un letto matrimoniale e del cibo. Bowman, potendo soddisfare i suoi
bisogni primari, sopravvive nella sua nuova dimora, in solitudine e in
totale tranquillità. Non decifrabile da un'intelligenza umana è il ruolo
dello spazio e del tempo. Bowman vede se stesso invecchiare e seguire
poi i diversi stadi della propria vita. Allo stato massimo della sua
vecchiaia, Bowman vede se stesso con davanti a sé il monolito per poi
rinascere in forma di feto cosmico, il "Bambino-delle-Stelle"
("Star-Child" in lingua originale)
[11],
che scruta dallo spazio la nostra Terra. Si intuisce che l'astronauta
David Bowman è "evoluto" diventando un essere superiore. La musica che
accompagna questa estrema metamorfosi è l'inizio del poema sinfonico di
Richard Strauss Così parlò Zarathustra;
il brano musicale aveva già sottolineato le prime immagini del film
che, con questo richiamo musicale, si chiude in modo circolare.